Lametia Dop olio extra vergine etichettatura stabilimento di imbottigliamento.

Etichettatura: torna l'indicazione dello stabilimento di produzione.

Commercializzazione dell'olio d'oliva: novità in arrivo.

Secondo quanto riportato da un sondaggio Format per il Ministero dello Sviluppo, in Italia su un campione di 1000 imprese con più di 10 addetti ciascuna, quasi 1 azienda su 2 è stata vittima di fenomeni di contraffazione dei propri prodotti. Dato che cresce notevolmente se ad essere campionate sono aziende con almeno 250 dipendenti. Complessivamente, il fatturato stimato dalla vendita in Italia di prodotti agroalimentari “fake” ammonta ad oltre un miliardo di euro.

La contraffazione continua a colpire l’economia Agroalimentare italiana, arrecando gravi danni all’immagine e al “portafoglio” del nostro paese. A farne le spese sono la salute dei consumatori e le aziende agroalimentari oneste, soprattutto quelle italiane colpite non solamente dalla contraffazione in sé ma anche dal business dell’Italian Sounding.

Il danno procurato dallo sfruttamento dell’iconografia italica e dunque del falso Made in Italy, non riguarda solo i singoli produttori onesti, ma anche l’intera immagine del nostro paese. Se al Made in Italy continuiamo ad associare prodotti contraffatti e di bassa qualità il rischio è quello di danneggiare la considerazione di cui gode l’Italia nel mondo. Per frenare questo fenomeno e tutelare il buon nome dei nostri prodotti dobbiamo ripartire dalle basi, cioè dalla comunicazione. Ogni azienda, che vuole tutelare il proprio lavoro e la qualità della propria manodopera deve fare della trasparenza e del dialogo con i consumatori la sua arma più forte. Un’informazione immediata circa la provenienza del prodotto e il suo iter distributivo rende gli acquirenti veramente consapevoli riguardo le proprie scelte d’acquisto. Così facendo possono tutelare la propria salute e sostenere economicamente le realtà produttive italiane che lavorano onestamente. Il 10 settembre, il consiglio dei Ministri ha approvato una norma che prevede la reintroduzione in etichetta dell’obbligo di indicazione dello stabilimento di produzione o confezionamento per i prodotti alimentari. Come dichiarato dal presidente della Coldiretti Moncalvo, si tratta di una misura a costo zero che sostiene l’occupazione e la competitività del Made in Italy. La nuova etichetta, estende l’obbligo di etichettatura, oltre a categorie quali prodotti ortofrutticoli freschi, passata di pomodoro, latte fresco pastorizzato, miele, uova, olio d’oliva, carne bovina, pesce, anche a carni di suino, ovino, caprino e di volatili; Ma entro il 2016 si sta valutando di allargare tale obbligo anche ad altre categorie di prodotto alimentare.

Con questo intervento, che si affianca a quello già realizzato con la legge 9 del 14 gennaio 2013, sono state inserite le sanzioni riguardanti l'indicazione obbligatoria dell'origine, nonché quelle relative alla leggibilità delle informazioni in etichetta (origine e denominazione di vendita). Tali informazioni, infatti, devono comparire nell'imballaggio in modo tale che siano facilmente visibili, comprensibili ed apposte in uno stesso campo visivo.

Indubbiamente, un sistema di etichettatura efficace, in grado di tracciare il prodotto dalle prime fasi lavorative fino al cliente finale rappresenta un ottimo sistema per trasmettere agli acquirenti i valori e la qualità che stanno dietro l’azienda, ma è anche un utile stratagemma per rendere più facile l’identificazione di prodotti stranieri spacciati come italiani. Con il dialogo e la trasparenza dell’informazione ogni cittadino potrà compiere una scelta di acquisto consapevole e ogni lavoratore onesto potrà difendere il proprio lavoro. Ecco allora che nel mercato si creeranno fiducia e fidelizzazione con conseguente diminuzione dei fenomeni di contraffazione e di illegalità agroalimentari.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina che per primo ha lavorato per questa reintroduzione e aveva annunciato l’intenzione del governo di lavorare sul fronte europeo. Questa novità, se approvata, si rivolgerà solamente agli alimenti prodotti in Italia e destinati al mercato italiano.

Etichettta Lametia Dop stabilimento di produzione.

 

 

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